giovedì 13 gennaio 2011

Vivere il sogno

Riprendo un titolo banale, per parlare del piccolo grande progetto di tre amici e del WWF Italia.

Rotaie Verdi (nome di fantasia contenuta, aggiudicato ancora non si è capito come) è l'idea nata da tre menti che curiosamente hanno identificato degli obiettivi simili, partendo da background e valori comuni, portando approcci e competenze diversi.

Nasce dalla volontà di fare qualcosa di tangibile e di duraturo, da lasciare a chi verrà dopo, nella speranza che i valori si possano trasmettere, nello spazio e nel tempo, attraverso le idee e la realizzazione delle idee.
E' un progetto di ecologia, di urbanistica, di sviluppo e marketing territoriale: vuole dimostrare che la conservazione e la gestione delle risorse non sono solo un investimento in perdita. Sono invece un servizio che difende valori intrinseci, la biodiversità e la natura, e i servizi che questi stessi valori portano alla comunità: la difesa dalle piante alloctone (che come l'ambrosia possono causare allergie), il controllo del microclima urbano, la riqualificazione del paesaggio culturale urbano, o la possibilità e il diritto di fruire di un ambiente più bello.

E' un progetto che ha bisogno del supporto delle amministrazioni pubbliche, dei gestori ferroviari, e che necessita il supporto dei privati e delle comunità. In cui tutti ci rendiamo conto di essere proprietari e fruitori di un bene di cui non si può definire il valore materiale.

L'ispirazione viene da una nuova ondata di parchi urbani e cittadini nelle principali città del mondo, che recuperano e rivalutano strutture e infrastrutture e difendono la biodiversità urbana: la High Line a new York (nella foto), la Promenade Plantée a Parigi, e poi Philadelphia, Londra...tutti progetti che nascono dal basso, dalle comunità, dai professionisti e dai residenti.

Il progetto verrà presentato all'interno di un evento, Fuori Geco, che si terrà a The Hub Milano questa sera, 13 gennaio, dalle 20.30 alle 22.30.

mercoledì 5 gennaio 2011

Risorse: maledizione o opportunità?

"Johannesburg, December 17, 2010 – Greenpeace has today received and verified reports that since December 11th, more than 200,000 litres of radioactive sludge from three cracked waste pools has leaked into the environment at the SOMAIR uranium mine in Niger, operated by French energy company AREVA". (cit.)

Collego questa frase, che inizia un comunicato stampa di Greenpeace, a una notizia letta poco tempo fa su un blog del sito della CNN: le risorse "preziose", per l'Africa, sono una maledizione o un'opportunità?
Al di là delle osservazioni sulle disparità socio-economiche che derivano dalla vendita delle licenze di sfruttamento . Al di là del marciume che uomini con le tasche piene di soldi portano in società dove un cucchiaio è già un bene di valore. Al di là dello schifo e dello sfruttamento che le multinazionali operano comprando sottocosto l'uso delle risorse di paesi che hanno un PIL inferiore al loro fatturato semestrale, mascherando l'operazione da investimento per lo sviluppo delle comunità. Al di là di mille altre pesantissime osservazioni che si possono fare. Al di là di questi casi, Niger e Ghana, e magari della Nigeria (giusto perchè vogliamo tirare in mezzo anche gli italiani). Al di là del fatto che, per paura delle reazioni dell'opinione pubblica nei confronti del nucleare, non se ne sappia niente (ma in fondo è in Africa: chissenefrega, meglio sapere quanti panettoni sono stati venduti quest'anno o a quanto viene venduto Ronaldo...panem et circenses!).

Al di là di tutto.
Mi interesso solo alla "casa": perchè ci ostiniamo a farci del male?
Siamo in un sistema connesso: continueremo a far finta che non ci tornerà indietro niente?

Linkografia
La rassegna stampa di Liquida - in italiano
Il Sole Attivo: un commento interessante
AREVA
L'articolo di Greenpeace e il rapporto sulla miniera di AREVA
L'articolo CNN sul Ghana