venerdì 4 giugno 2010

Riflessioni in rete

Sottotitolo: Pensieri sparsi e troppe parole


Qualche giorno fa mi sono trovata a fare quattro parole via web con una persona appena conosciuta in chat. Ne è nata una mini chiacchiera su un argomento che mi è molto caro e che spesso suscita reazioni poco convinte, poichè porta alla base l'idea di cultura e capacità comuni ed accessibili a tutti: la “rete” come concetto, come idea alla base di una realtà complessa che può accomunare scienze, economia, informatica, tecnologie, relazioni personali e quant’altro. Di seguito i ragionamenti fatti (spesso già discussi all’Almodobar con gli amici), necessariamente spogliati per brevità da molti collegamenti spontanei, che pure allargherebbero ed arricchirebbero il discorso.

Per come la vedo, la rete sembra essere una sorta di paradigma utilizzabile per descrivere interazioni, che scioglie il legaccio che costringe a rappresentare il reale secondo una serie “classica e lineare” di cause ed effetti, esplodendo le direzioni descrivibili in N dimensioni. Certo, per un’ecologa (o aspirante tale), la rete è la forma più facile per descrivere un sistema complesso per sua Natura. Immagino di non enunciare novità.

Esistono modelli matematici, descrittivi, narrativi, e la rete è semplicemente un modello tra i tanti, che consente tuttavia di rappresentare sistemi molto complessi. Poiché ogni modello può essere usato sia per descrivere che per riprodurre/riproporre una realtà ipotetica, la rete può essere usata anche per progettare. La rete per descrivere e la rete per pianificare: vedi anche le mappe mentali e la partecipazione, via web o in rete territoriale, per la creazione di progetti, la descrizione di una realtà o la ricerca creativa di una risoluzione a potenziali conflitti. Ecco il collegamento tra ecologia e IT…e lavoro collaborativo, interazioni sociali, economia, politica, creatività, arte, ecc.

Pazzia pura? Ecologia umana e digitale?

O forse in fondo tutti i sistemi obbediscono alle stesse regole comuni, che possono essere descritte con una sorta di protolingua modellistica. Questo può aiutare a comprendere come in fondo sia impossibile “non essere portati” per una qualche materia: concetti con una struttura simile possono spiegare realtà apparentemente molto diverse, in un mondo in cui le distinzioni per disciplina forse non hanno più bisogno (o senso) di esistere, così com’è stato in passato quando scienziato, filosofo e letterato erano incarnati dalla stessa persona. La rete, quindi, e la conseguente globalizzazione della cultura e delle discipline così come le concepiamo scolasticamente, possono aiutare a liberare nuovamente la cultura, mentre i mezzi a disposizione possono contribuire alla sua disseminazione (in un mondo ideale).

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